Señores, ¡a escena!

Amo el tiempo malgastado en juegos, los proyectos inútiles, los deseos no saciados, las personas que se aman hasta el punto de separarse para siempre, las esperanzas ilógicas y el silencio junto al fuego. Amo el horror que me produce la contemplación del mar, la brevedad del sol en el otoño, la ofrenda de pasión en cada acto por precario que fuera, la lluvia en los frutales de mi huerto y la niñez perdida en Noches de San Juan

Viejo amado

Viejo amado

viernes, 21 de noviembre de 2008

Cosas mías

Cerimonia

E ora vengo,mondo, per denudare a me.

Presto assistirete all’insonnia di quei feroci.

Vedrete per allungare lunghi i vecchi animali del mio corpo.

Sono esseri scuri, crudele, un pó psicotichi, belli.

Sono alimentati sul pavor della mia sangue.

Sgranochiano alla notte il mio sinitro fianco.

Ma non hai paura .

Toglieró il vestito tuttavia e tuttavia saró nuda.

Di qualche cosa vapranno a me le maschere che saranno lasciati nello suolo.

Loro pascono realmente.

Né una voce né il sospetto leggero dell’intruso li arresta.

Sono scorsi veloce precoci e spietati sulla preda.

Io só la sua cupidigia. La conosco.

La ho ritenuto nei lunghi occasi dell’inverno.

Li ho scoparti mentre preparano il festin dietro le griglie.

Io só che niente é, niente giá.

La seta dei suoi gesti seduce me.

Il fulgore dei suoi occhi commuove me.

E preferisco perderme infine fra I suoi fauci

Prima per vederli malinconichi e languidi mentre leccano miei ferite.



María Cristina Pannunzio

Cosas mías